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Il rinnovamento degli spazi verdi/fioriti

Le fioriture primaverili: Begonie, Gerani, Impatien, Surfinia, ecc. mantengono l’effetto decorativo fino a metà Estate, dopo c’è un progressivo deterioramento dovuto al caldo più intenso, una piccola ripresa a fine Estate, inizio Autunno e la morte delle piante con i primi geli.

Per avere balconi e terrazze sempre rigogliosi, esistono numerose piante che danno il meglio del loro effetto estetico a partire dalla tarda Estate e continuano anche per gran parte dell’Inverno.

Posizione

Le piante che abbiamo elencato sono adatte a sopportare temperature minime da 0°C a -15°C, quindi vanno bene per le nostre zone, tenendo tuttavia conto che le  piante in contenitore (vaso, ciotola, fioriera) rispetto a quelle piantate direttamente nel terreno sono maggiormente esposte alle temperature estreme. Quindi bisogna sapere che capacità ha una pianta di affrontare il microclima al quale sarà esposta.

Posizione

Arbusti fioriti: Abelia, Aster, Azalea, Calluna, Erica, Hebe andersonii/farnciscana, Hypericum, Pieris, Viburnus

Arbusti con frutti: Ardisia, Capsicum, Gaultheria, Ilex, Pernettya, Punica, Skimmia, Symphoricarpos, Solanum

Arbusti sempreverdi: Buxus,
Conifere (Chamaecyperus, Cupressus, Juniperus, ecc.), Hebe cupressoides/ochracea, Euonymus, Leucothoe, Osmanthus,

Bordure: Brassica, Cyclamen, Viola

Erbacee perenni: Carex,  Calocephalus, Ceratostigma Festuca, Heuchera, Pennisetum, Senecio

Ricadenti e tappezzanti: Hedera, Muehelenbeckia, Vinca

Succulente: Sedum spectabile/telephium, Sedum acre/spathulifolum ecc.,  Sempervivum spp.

Le piante che abbiamo elencato sono adatte a sopportare temperature minime da 0°C a -15°C, quindi vanno bene per le nostre zone, tenendo tuttavia conto che le  piante in contenitore (vaso, ciotola, fioriera) rispetto a quelle piantate direttamente nel terreno sono maggiormente esposte alle temperature estreme. Quindi bisogna sapere che capacità ha una pianta di affrontare il microclima al quale sarà esposta.

Esposizione

Durante l’Autunno e l’Inverno anche le piante più bisognose d’ombra non temono l’esposizione al pieno sole, ma visto che tutte si possono conservare negli anni, bisogna considerare come saranno esposte nei periodi più caldi e soleggiati per studiare gli abbinamenti più adatti.

 

Terriccio

I requisiti principali di un buon terriccio sono:

  • Porosità cioè rapporto fra volume solido e spazi vuoti
  • Tessitura cioè dimensioni delle particelle che lo compongono
  • Fertilità cioè contenuto in Humus e Fertilizzanti Salini
  • Resistenza alla mineralizzazione (per terricci torbosi)
  • Acidità cioè valore di pH da 5.5 a 6.5 (considerato neutro)

Noi consigliamo l’uso di terriccio a base di torbe, ricco di parti grossolane e fibrose per impedire il ristagno d’acqua, con l’aggiunta di argilla ed eventualmente agriperlite o argilla espansa e fertilizzante a lunga cessione.

Azalee (Rododendri), Calluna, Erica, Gaultheria, Leucothoe,
Pernettya e Pieris appartengono al gruppo delle cosiddette “Acidofile”, quindi gradiscono un terreno con alta acidità (valore del pH da 4 a 5).

Esistono in commercio terricci per “Acidofile”, ma si possono facilmente acidificare i terricci “neutri” usando fertilizzanti
a reazione acida, sali di ferro, acido citrico, ecc.

Invasare

1

Quando si toglie il vaso alle piante da trasferire nelle fioriere, bisogna assicurarsi che siano ben bagnate.

Se la zolla di radici è troppo compatta, praticare dei tagli graffiandola con la punta di un coltello o di una zappetta, per permettere l’ingresso dell’acqua e stimolare la fuoriuscita di nuove radici.

2

Se il recipiente è di grandi dimensioni, se ne può riempire una parte con materiale leggero tipo argilla espansa, corteccia, ecc.

Tra strato inerte e terriccio inserire del tessuto-non-tessuto.

3

Le dimensioni della fioriera  devono permettere di aggiungere del terriccio fra la zolla radicale e le pareti per uno spessore di almeno due centimetri.

4

A fine lavoro, tra il livello del terriccio ed il bordo della fioriera dovrebbe esserci una profondità di uno-due centimetri perché non sbordi l’acqua delle annaffiature.

Acqua e Fertilizzante

Le basse temperature livellano il fabbisogno d’acqua di quasi tutte le varietà verso basse quantità.

È difficile dare delle indicazioni precise di quanto e quando irrigare. Il livello ottimale si raggiunge un attimo prima  che l’acqua cominci a sgrondare e l’irrigazione successiva si fa quando il terreno inizia a seccarsi in superficie. Se si bagna dal piattino, lasciare un livello d’acqua di due centimetri per trenta minuti, dopo di che  bisogna togliere l’acqua rimasta.

Più bassa è la temperatura e meno è tollerato il ristagno d’acqua.

Si pensa che quando fa molto freddo le piante non abbiano più bisogno d’acqua, invece bisogna aver cura di irrigare, specie nelle belle giornate d’inverno, con quel tanto che la pianta possa assorbire nelle ore meno rigide del giorno, ma che non possano formarsi blocchi di ghiaccio durante la notte.

Si raccomanda di aggiungere del fertilizzante solubile all’acqua d’irrigazione alla dose di un grammo per litro fino a quando le piante sono in attività (temperature minime sopra i 10°C) e calare la dose con il calo delle temperature, alternando ogni tanto un’irrigazione con sola acqua.

Per le acidofile dimezzare la dose o raddoppiare la frequenza degli interventi con acqua pura.

Si consiglia l’uso di un fertilizzante ricco di Potassio (K2O).

Problemi fitosanitari

Avviandoci alla stagione fredda, i parassiti animali sono meno attivi. Potranno servire uno-due trattamenti a inizio autunno contro gli afidi. I problemi maggiori possono derivare dagli eccessi o carenze di irrigazione.

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